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PRESENTAZIONE LIBRO

I Treni di Fernando

(l’amore guarisce, tentare di guarire dall’amore può far morire)
di Augusto Monachesi


 

Il caseggiato INA di via dei Taurini, 48, nella periferia romana, è il teatro e il perimetro del mondo di Fernando. A questo spazio, molto raramente, si aggiungono le strade limitrofe, o la ferrovia, dove Fernando va a vedere i treni.
Ha quarant’anni, ma ha modi e comportamenti di un bambino, per via del ritardo cognitivo da cui è affetto, e una fisionomia da ventenne. E’ dolce, affabile, servizievole ed estremamente timido.
Fernando trascorre le sue giornate insieme a Peppe, il portiere dello stabile. I due si fanno compagnia mentre sbrigano i lavori nel condominio. Sono sempre assieme, tanto da formare una sola figura, e a volte quando puliscono le scale, sembrano danzare all’unisono. E’ così da anni.
Ma un giorno la musica si interrompe, ed anche il ballo, perché nel condominio irrompono prepotenti il profumo e la pelle lucida e mulatta di Teresa.
Teresa è un trans brasiliano alla ricerca di una normalità da contrapporre ad una vita dura e degradata. E prendere una casa in affitto tutta sua è il primo importante passo.
Bella e prorompente, vitale e gentile, la femminile Teresa conquista il cuore e i sensi di Fernando.
In breve, per lui, Teresa diventa un’esigenza. Una necessità impossibile da tenere a bada. Lei è l’unica cosa che lo interessa e, da lì in avanti, farà di tutto per incontrarla, per farsi notare da lei, per trattenerla dentro il suo orizzonte. Inventerà situazioni paradossali e improbabili incontri casuali, la spierà.
Presto però Fernando capisce che è necessario fare qualcosa di più, qualcosa che non è nel suo repertorio ma che deve assolutamente imparare.

Spinto dall’indomabile forza dell’innamoramento, Fernando decide di affrontare Teresa a viso aperto. Ha fortuna e capacità, e tra loro nasce un’amicizia che si fa via via più tenera e profonda.
In fondo è proprio la loro diversità a renderli simili e complici. Così diversi tra loro ed entrambi tanto diversi da tutti gli altri. E poi Teresa, che, tra il suo lavoro ed alcune vicende personali, vive una situazione travagliata, trova in Fernando l’oasi di normalità e di dolcezza di cui è alla disperata ricerca.
Ma intorno a loro niente e nessuno è pronto e disposto ad accettare questa relazione.
Non lo sono i condomini, insofferenti per la presenza del trans; non lo è Peppe, che improvvisamente si ritrova da solo; non lo sono a maggior ragione i genitori di Fernando, un’anziana coppia: tradizionalista ai limiti del bigottismo.
Per questi ultimi, poi, la scoperta dell’insolito legame tra Fernando e Teresa assume i contorni della tragedia.
Solo in pochi sembrano in grado di leggere con occhi diversi la loro amicizia ed intuirne il potenziale positivo, che si manifesta attraverso i cambiamenti di Fernando.
Tra questi Marco, un ragazzo nato e cresciuto nel condominio e da sempre suo amico, e Sabrina, una tirocinante laureanda in Psicologia, che da alcuni mesi lavora con lui.
Tuttavia le loro, in particolare quella di Sabrina, sono voci fuori dal coro. E la ragazza, con le sue tesi azzardate sull’indipendenza di Fernando, entra più volte in aspro conflitto con Mariolina.

Teresa e Fernando però non si curano delle chiacchiere e vanno dritti per la loro strada. Finché un grave e improvviso avvenimento si abbatte su Teresa: Betania, l’amica d’infanzia con la quale è arrivata in Italia, muore.
La notizia getta Teresa nella disperazione. E alla già drammatica situazione si aggiunge la scoperta del furto delle chiavi con le quali Fernando si è introdotto in casa.
Sconvolta dal dolore, accecata dalla rabbia, Teresa sfoga su di lui tutto il male che ha in corpo.
Fernando, però, rivelando maturità e comprensione, riesce a contenerla e a calmarla. E quando un pacchetto infiocchettato rivela il vero motivo della sua visita lei, vinta, si abbandona tra le sue braccia e all’amore.

L’avvenimento imprime una svolta immediata al loro rapporto.
Teresa è terrorizzata per le conseguenze che potrebbero derivare da quel momento di incontrollata passione e cerca in ogni modo di evitare Fernando. Lui, invece, pensa che sia giunto il momento di stabilizzare la loro unione. Di fare famiglia. E si attiva immediatamente per rendersi autonomo e autosufficiente, e per potere quindi campare la famiglia.
I tanti piccoli cambiamenti già annunciatisi in lui subiscono ora un’improvvisa accelerazione che crea una forte preoccupazione in casa e che dà origine a violente liti. Ed è proprio al culmine di una di queste che Enea scaccia Fernando di casa costringendolo a passare fuori l’intera notte.

Quella stessa notte, uno strano omicidio si consuma nei luoghi dove Teresa si prostituisce. Lei lo scoprirà soltanto il giorno dopo, guardando la TV, e riconoscerà nell’uomo ucciso un suo cliente: l’ultimo con cui era stata la notte prima.

L’indagine del caso viene affidata al Vicecommissario Vincenzo Avagliano nell’istante stesso in cui l’uomo si presenta per la prima volta al dottor Aquilone, Dirigente del Commissariato San Lorenzo.
Avagliano era partito giusto il giorno prima da Genova. Fino al mattino la sua destinazione era Pescara, sua città natale, dove aveva ottenuto l’agognato trasferimento. Ma all’ultimo momento il suo posto gli era stato scippato da un raccomandatissimo collega, nipote d’Onorevole, e lui dirottato su Roma.
Un incarico provvisorio, gli hanno detto. Presto riavrà il suo posto. Ma intanto eccolo lì, alle prese con un caso che il nuovo Dirigente, e suo fidato Vice, sembrano aver fretta di liquidare: una rogna che minaccia la tranquillità della torrida estate romana.
Un caso già archiviato, afferma il Vicecommissario Chiusaroli, una questione di poco conto, questioni interne al giro. Insomma, roba di zozzoni.

Ad Avagliano viene affiancato l’agente Ruggeri, un giovane dimenticato da tutto il Commissariato. Tra i due s’instaura da subito un rapporto molto particolare. Una simpatia non dichiarata e talvolta malcelata. Insieme iniziano le indagini e immediatamente l’assistente si rivela prezioso e brillante.
Avagliano però non ha digerito affatto il cambio di destinazione, il torto. E inoltre l’accoglienza a San Lorenzo non lo ha per niente entusiasmato. Così per riprendersi ciò che gli spetta decide di affidarsi ad un nuovo metodo, coniato per l’occasione: il metodo Avagliano.
In quattro e quattr’otto organizza una retata tra i trans che battono nella zona dell’omicidio. Persegue un duplice scopo: fa’ ‘nu casine che la metà avaste, come afferma egli stesso nel suo dialetto pescarese, e dare effettivamente una scossa all’indagine.
L’operazione riesce alla perfezione, favorita dall’effetto sorpresa e da una sostanziale latitanza dei superiori. A questo si somma l’accondiscendenza del Magistrato, una giovane ed inesperta ragazza, affascinata dal piglio determinato e sicuro esibito dal poliziotto .

Nella retata cade anche Teresa.
Frastornata, spaventata, non capisce cosa le stia succedendo. Ancora sballottata tra la disperazione per la perdita dell’amica, l’improvvisa svolta nella relazione con Fernando, ed un coinvolgimento con l’omicidio che non comprende, ma che non riesce a negare.
Fernando, dal canto suo, pare non accorgersi di nulla. Anzi, appare ogni giorno più maturo, pieno di fiducia in se stesso, e arriva perfino a procurarsi un lavoretto per arrotondare la sua Pensione. Tutti comportamenti che non fanno altro che esasperare i rapporti ed acuire la tensione all’interno della sua famiglia.
Una tensione che si risolve drammaticamente quando Fernando viene sorpreso da Enea ad appropriarsi di nascosto dei soldi della sua Pensione.

Ancora una notte fuori di casa. Ancora una notte tormentata per lui, per la sua famiglia, per Peppe, che segue ogni movimento nel condominio attraverso la fessura che dalla porta del suo appartamento affaccia nell’androne.
Ancora un omicidio!

Stesso luogo, identiche modalità. Ma la vittima stavolta è l’illustre Senatore Orfanelli.
Il fatto, ovviamente, ha una eco di enorme portata sulla Stampa e nel mondo della politica. Il Senatore Orfanelli, infatti, oltre ad essere un esponente di primo piano della Maggioranza di Governo, è anche uomo di Chiesa e paladino di moralità.
L’indagine di Avagliano inizia a scottare. Pressioni arrivano da tutte le parti e diventa necessario trovare un capro espiatorio, una vittima da dare in pasto all’opinione pubblica.
La vittima gli si offre in modo del tutto naturale. I rilievi della Scientifica, infatti, non tardano a rivelare che Teresa era presente nelle auto di entrambi le vittime. A questo si aggiunge il fatto che il Senatore abitava nello stesso stabile dove risiede il trans. Immediatamente per Teresa scattano le manette.
Alla drammatica scena dell’arresto, eseguita nel caos della folla di giornalisti e curiosi, assiste anche Fernando. L’evento lo sconvolge e lo precipita in una profonda depressione.

L’iniziale entusiasmo per l’arresto di Teresa, però, ben presto si spegne e l’indagine si arena.
Teresa non parla, non dice nulla. Non può dire nulla. E’ certa che l’autore dei due omicidi sia Fernando. Pensa che si sia trattato di un raptus di follia. E’ stato proprio lui a convincerla di ciò. Ma il suo nome non lo pronuncerà mai, neanche quando appare chiaro che il prezzo da pagare va al di là di ogni sua possibile colpa.
Le pressioni però non accennano a diminuire e Aquilone vuole una imputazione per omicidio. Così, scarsamente fiducioso nelle capacità di Avagliano, le cui stranezze ed i colpi di testa non fanno altro che alimentare, decide di affiancargli il viscido collega Chiusaroli.
Avagliano capisce che Teresa sta per essere incastrata e, convinto della sua innocenza, fa un ultimo tentativo per convincerla a collaborare e a salvarsi. Per Teresa però nulla è cambiato: Fernando è qualcosa di troppo prezioso, più prezioso della sua libertà, della sua stessa vita.
Solo di una cosa sente di avere bisogno, e la chiede al Vicecommissario. In casa sua è rimasto il regalo che Fernando le ha fatto, un lettore mp3 che i due possiedono identico, uguale-uguale.
Avagliano, rassegnato, si offre di farle il favore come a voler esaudire il suo ultimo desiderio.
Ruggeri invece soffre la resa del suo capo e lo accusa di gettare la spugna e consegnare Teresa ad un’ingiustizia. E forse è non sbaglia. Avagliano è già lontano, con la mente alle sue ferie, alla casa di Pescara, alla sua famiglia.

Intanto, dall’arresto di Teresa, Fernando non si è più ripreso. E’ regredito in maniera impressionante. Un crollo verticale ed immediato che lo ha trasformato in un vegetale.
Paradossalmente i suoi genitori, ed anche Peppe, si rallegrano del suo stato. Uno scampato pericolo rispetto alle farneticanti ambizioni espresse dal ragazzo. Sono felici. Tutto è finalmente tornato al suo posto, “come prima”.

Ma quando tutto sembra segnato e l’epilogo già scritto, Avagliano fa una scoperta che ridisegna completamente lo scenario ed apre una nuova prospettiva.
Recatosi a casa di Teresa per prenderle il lettore mp3, infatti, il poliziotto trova Fernando gettato in terra, nudo e in preda alla disperazione. Ad Avagliano appare immediatamente chiaro che occorre approfondire la natura del legame tra Teresa e Fernando.
Inizia col fare una lunga chiacchierata con il portiere, dal quale ricava una serie di importanti informazioni; poi va a casa di Fernando.
Da Enea e da Mariolina apprende alcuni dettagli sul rapporto tra i due, ma ancor di più intuisce quanta conflittualità e sofferenza questo abbia generato in famiglia. Casualmente, viene anche a conoscenza della concomitanza tra gli omicidi e le assenze da casa di Fernando.
La pista non può essere ignorata. Occorre fare delle verifiche, anche se l’ipotesi che il povero ragazzo possa davvero essere l’assassino non è un sollievo per Avagliano e sconvolge i poveri coniugi Altavilla.
Il poliziotto lascia la casa con l’unica promessa che può fare: procedere con la massima discrezione finché tutto non sarà chiarito. Ma giunto in Commissariato, mentre lui si dà da fare per ottenere il rilascio di Teresa, la notizia trapela.
Il solerte Chiusaroli non esita un istante a scatenare una chiassosa caccia a Fernando, divenuto nel frattempo irreperibile. Prima però deve superare la resistenza del collega. Avagliano, infatti, fuori di sé, lo aggredisce violentemente nei corridoi del Commissariato. Un gesto, plateale e sconsiderato, che gli procura soltanto l’estromissione definitiva dall’indagine e un inevitabile provvedimento disciplinare.
Ad Avagliano non resta che preparare il bagaglio e andarsene in ferie – tutto sommato quello che cercava fin dall’inizio –, sotto lo sguardo spento di Ruggeri, anche lui ormai rassegnato a ritornarsene nel solito anonimato.
Qualcosa però costringe il Vicecommissario a interrompersi all’improvviso. Un flash.
Avagliano ridesta il suo assistente e in tutta fretta si fa accompagnare al condominio delle case INA. Giunto qui, davanti agli occhi perplessi della squadra di Chiusaroli, Avagliano consegna l’assassino all’esterrefatto collega.

La soluzione del caso, però, non cambia il programma del Vicecommissario, che prevede di salire sul treno delle 18,00 diretto a Pescara.
Un breve saluto lo accomiata dal suo assistente, quindi sulla banchina aspetta il suo treno perso nella lettura di un libro di Montalban.
L’altoparlante intanto continua a comunicare ritardi su ritardi e le banchine si affollano sempre di più. In fine arriva l’annuncio: il servizio è momentaneamente sospeso.
Ad Avagliano bastano i silenzi del suo assistente, raggiunto al telefono, per capire. Basta un attimo per annegare in un dolore che non ha spiegazioni né giustificazioni.

Teresa? Lei è uscita di galera già nel pomeriggio. Ad aspettarla fuori dal carcere c’era Joaquim, il suo protettore, con altri due suoi colleghi. L’hanno presa e l’hanno portata via.

 

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  Edizione 2010 © Associazione Akkuaria

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